Torna The Photo Solstice, il progetto della Fondazione di Sardegna nell’ambito del programma AR/S – Arte Condivisa in Sardegna dedicato alla fotografia a cura di Marco Delogu. Inaugurato nel 2018 nel Parco Nazionale dell’Asinara, il progetto è giunto alla sua VI edizione e, dopo un biennio in Barbagia, sarà nuovamente ospitato a Cagliari dal 19 al 23 giugno. Cuore pulsante del progetto sarà il workshop di produzione fotografica rivolto a dieci fotografe e fotografi che, tramite open call internazionale, avranno modo di condividere delle giornate di studio, ricerca, produzione e confronto quest’anno con la partecipazione di Lina Pallotta. 

Il workshop con Lina Pallotta

NARRAZIONI VISIVE PERSONALI

IL RITMO DEL TERRITORIO, IL RITMO DEL MIO BATTITO

Il paesaggio visivo – bulimico e continuamente in flusso – pone interrogativi multipli a chi cerca una narrativa che affronti i nodi esistenziali, le problematicità odierne e rifletta sulla condizione umana. Conoscere un luogo significa percepirne il respiro e il fluido ritmo variegato che lo anima: è possibile infondere le immagini che produciamo sia della nostra partecipazione emotiva che del rispetto ineludibile per le individualità che compongono la nostra storia? Ci avvicineremo allo spazio catturando lo scorrere della vita attraverso l’incontro con chi lo vive; il focus del workshop sarà di riconoscere e fotografare le tracce visive della vita umana presente e passata, produrre ritratti intimi che catturino identità e interiorità, esplorare gli spazi interni abitati da silenziose presenze,  carichi di segni e quindi di storie. È  la “danza” un po’ schizofrenica e terrificante tra distanza e complicità, intimità ed estraniamento che occulta la paura di non appartenere, ma che invita comunque a cavalcare l’onda.

Fotografa documentaria nata a San Salvatore Telesino (BN), si trasferisce a New York alla fine degli anni Ottanta, dove si diploma in Fotogiornalismo e Documentazione all’International Center of Photography (ICP). Nel corso della sua esperienza fotografica, il suo sguardo si rivolge a soggetti marginali, quelli irrilevanti e trasparenti per la società e i media. La sua indagine si concentra su esperienze trans, donne lavoratrici, poete e poeti, artiste e artisti underground, persone sfruttate e marginalizzate. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive e pubblicate in riviste nazionali e internazionali. Dalla metà degli anni Duemila, tiene regolarmente seminari e conferenze all’International Center of Photography, l’Empire State College, di NY; Frontline Club, Londra; Spazio Labo’, Bologna; Limes, Cagliari. È stata la direttrice artistica di Gazebook: Sicily Photobook Festival 2017. Ha ricevuto borse di studio e residenze, tra cui New York Foundation for the Arts Fellowship; L’Atelier de Visu, Marsiglia; CASE media Fellowship, Università del Texas, El Paso; Fondo per Creative Communities, Lower Manhattan Cultural Council. Nel 2023 ha ricevuto il premio Thorel, ha esposto alle Gallerie d’Italia a Napoli con la mostra “Voce e’ Stommache” e ha pubblicato con Nero Editions “Porpora”, una raccolta di fotografie che, a partire dal 1990, ha scattato a Porpora Marcasciano,  storica attivista trans italiana.