La Fondazione di Sardegna, nell’ambito della piattaforma AR/S – Arte Condivisa, presenta l’ottava edizione di Photo Solstice, il progetto dedicato alla fotografia contemporanea ideato e curato da Marco Delogu, che si svolge ogni anno intorno al solstizio d’estate in luoghi emblematici della Sardegna.

Per questa edizione Photo Solstice approda a La Maddalena. L’arcipelago porta con sé una storia stratificata e una bellezza ancora integra: già sede di una delle più importanti basi militari NATO del Mediterraneo, il suo paesaggio conserva i segni di una presenza che ha segnato profondamente il territorio e la sua comunità. È in questo contesto che si sviluppa il tema dell’edizione: la relazione tra conflitto e paesaggio, indagata attraverso gli sguardi e le esperienze di alcuni tra i più significativi protagonisti della scena fotografica e culturale internazionale.

Tra gli ospiti: Simonetta Gola (Direttrice della comunicazione di Emergency), Lorenzo Meloni (fotografo Magnum Photos), Peter N. Miller (Presidente della American Academy di Roma), Davide Monteleone (Visual storyteller), Silvio Pons (Presidente Fondazione Gramsci), Sam Stourdzé (Direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici) e Giulia Tornari (Fondatrice di Zona e Gramma Studio). Ad aprire l’evento sarà un video-saluto di Don McCullin, uno dei più grandi fotoreporter di guerra del Novecento.

L’ottava edizione segna una evoluzione significativa nel percorso di Photo Solstice. Per la prima volta, il progetto apre la partecipazione senza limitazioni di numero, accogliendo fotografi di ogni provenienza attraverso una open call internazionale. Il programma si arricchisce inoltre di una presenza straordinaria di ospiti – fotografi, curatori e direttori di alcune delle più importanti istituzioni culturali internazionali – che portano all’edizione una densità di sguardi e prospettive. Rispetto alle edizioni precedenti, le mattinate saranno dedicate a sessioni di portfolio review, confronti sui progetti in corso e momenti di ascolto e restituzione critica, costruendo uno spazio di dialogo continuo tra ospiti e partecipanti; mentre i talk serali, aperti al pubblico e alla comunità locale, saranno conversazioni in cui gli ospiti si confronteranno sul ruolo della fotografia nei loro programmi e nelle loro pratiche, intrecciando questo tema con le questioni che l’Isola e l’arcipelago della Maddalena portano con sé – il paesaggio, la memoria del conflitto, il rapporto tra territorio e sguardo.

In occasione di questa edizione verrà presentata la Fellowship Flavio Scollo, un riconoscimento istituito in memoria di Flavio Scollo, fotografo e amico di Photo Solstice prematuramente scomparso. Flavio ha lavorato con noi in tutte e sette le edizioni precedenti, e ringraziamo la sua famiglia per aver voluto istituire questa fellowship.

Photo Solstice 8 si apre alla partecipazione di fotografi, curatori, critici, storici, editor e ricercatori nel campo della fotografia attraverso una open call. Per candidarsi è necessario compilare il form e inviare il proprio portfolio accompagnato da una lettera di presentazione

Workshop

The Ordering of Intensities

MATTHEW CONNORS

Photo by Claudia Gori

Matthew Connors è un artista visivo statunitense il cui lavoro fotografico esplora le relazioni tra immaginazione, linguaggio e potere, spesso nel contesto di crisi politiche. Il suo approccio fonde documentazione e invenzione formale, mescolando ritratti, paesaggi e simboli in sequenze che sfidano le convenzioni narrative e spingono verso una lettura stratificata delle immagini.

Le sue opere sono state esposte in istituzioni internazionali come il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, il DOX Centre for Contemporary Art di Praga, il Museum of Contemporary Photography di Chicago, il Contemporary Arts Museum di Houston, e il Storefront for Art and Architecture di New York.
Il suo libro Fire in Cairo, realizzato in seguito alla Rivoluzione egiziana del 2011, ha ricevuto l’ICP Infinity Award nel 2016 come miglior libro fotografico.

Ha ricevuto borse di studio e residenze presso la MacDowell Colony, il Virginia Center for the Creative Arts, il Bemis Center for Contemporary Arts e il Headlands Center for the Arts. Nel 2024 è stato insignito del prestigioso Rome Prize dall’American Academy in Rome. Dal 2004 insegna fotografia al Massachusetts College of Art and Design di Boston, dove coordina il programma di laurea in Fotografia. Ha inoltre insegnato nei corsi MFA di Yale University e nel programma Image Text Ithaca.

Workshop Gallery

TALKS

La Maddalena

L’Isola di Culuccia si trova nel nord della Sardegna, tra Santa Teresa e Palau, affacciata sulle Bocche di Bonifacio. Per oltre settant’anni è stata abitata da una sola persona, Angelo Sanna – noto come Ziu Agnuleddu – che ha vissuto in isolamento sull’isola allevando animali, coltivando vigne autoctone e rifiutando ogni proposta di speculazione turistica. Alla sua morte, nel 1996, l’isola è stata donata all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e, dopo un periodo di transizione, è stata acquisita nel 2017 dall’imprenditore torinese Marco Boglione.

Oggi Culuccia è un luogo protetto, vincolato a livello ambientale, oggetto di un progetto di rigenerazione agricola e paesaggistica che rispetta la storia e la morfologia dell’isola. Il recupero degli stazzi, la riapertura dei sentieri originari, il lavoro sulla biodiversità e l’uso sostenibile delle risorse rendono questo spazio un osservatorio eccezionale per rileggere il rapporto tra natura, memoria e trasformazione.

Ospiti

Laureata in Scienze Politiche all’Università degli studi di Milano dove inizia a occuparsi di comunicazione e inclusione sociale. Giornalista Pubblicista dal 2005, nel 2014 riceve il Premio Ischia “Comunicatore dell’anno”. Lavora con EMERGENCY dal 2001 e dal 2012 è direttrice dell’ufficio comunicazione, occupandosi di sviluppo dei progetti, delle attività estere e della cultura di pace. È membro del Consiglio direttivo di EMERGENCY dal 2009.

Fotografo italiano e membro di Magnum Photos, per oltre dieci anni ha documentato i conflitti contemporanei, osservando la guerra come processo storico e materiale. La sua ricerca segue le tracce della violenza e delle trasformazioni del territorio: dalle zone di conflitto ai luoghi in cui la civiltà tecnica scava, testa, arma, contiene e smantella, facendo emergere le contraddizioni e i limiti dei sistemi costruiti dall’uomo. Nel 2022 ha pubblicato la monografia We Don’t Say Goodbye, una narrazione frammentata sull’ascesa, il dominio e la caduta dello Stato Islamico come entità territoriale. Il libro è stato selezionato da TIME tra i migliori fotolibri dell’anno.

Dal 2001 al 2023 è stato professore e preside al Bard Graduate Center di New York. È autore di una serie di libri sull’antiquario del primo Seicento Nicolas Fabri de Peiresc, sulla storia dell’antiquariato e sullo studio moderno degli oggetti come fonti storiche. Ha co-curato le mostre Dutch New York Between East and West: The World of Margarieta van Varick (BGC, 2009), Richard Tuttle: What Is the Object? (BGC, 2022) e Conserving Active Matter (BGC, 2022). Il suo nuovo libro è On Conservation as a Human Science (Princeton University Press, 2026); il precedente è The Weather on 9/9/01: Newspaper Weather Maps and History (MER Books, 2024); il prossimo è Research: A Manifesto (Princeton University Press, 2026). Miller ha collaborato con l’Università di Cambridge, l’Università di Chicago, l’Università del Maryland, il Warburg Institute, il Wissenschaftskolleg zu Berlin, l’École des Hautes Études en Sciences Sociales e l’École Normale Supérieure. Ha ricevuto borse di studio dalla National Endowment for the Humanities, dalla John Simon Guggenheim Foundation e dalla John D. and Catherine T. MacArthur Foundation.

Artista visivo, ricercatore e National Geographic Fellow, il suo lavoro spazia tra fotografia, giornalismo visivo, scrittura e progetti interdisciplinari, esplorando temi come geopolitica, geografia, identità, dati e scienza. Originario dell’Italia, ha trascorso oltre un decennio in Russia dove ha sviluppato le sue prime serie e pubblicato quattro monografie: Dusha (2007), Red Thistle (2012), Spasibo (2013) e The April Theses (2017). Il suo progetto Sinomocene (2022) ha indagato l’espansione economica della Cina attraverso i dati, mentre nel 2024 ha completato Critical Minerals – Geography of Energy, un’esplorazione delle implicazioni geopolitiche e ambientali legate alle risorse per la transizione energetica.
Il suo lavoro è stato pubblicato su National Geographic, Time e The New Yorker ed esposto alla Saatchi Gallery di Londra, al Nobel Peace Center di Oslo, alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi e al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Tra i riconoscimenti ricevuti: il Leica Oskar Barnack Award (2024), il Deloitte Photo Grant (2024), la National Geographic Fellowship (2019), la Asia Society Fellowship (2016) e il Carmignac Photojournalism Award (2013). Ha conseguito un Master in Arte e Politica presso la Goldsmiths, University of London.

Storico e Presidente della Fondazione Gramsci di Roma, Silvio Pons è stato Professore di Storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha scritto e curato numerosi volumi sulla storia internazionale del Ventesimo secolo, sulla guerra fredda e sul comunismo internazionale e italiano. Tra i suoi libri: Stalin e la guerra inevitabile (Einaudi 1995, Routledge 2014), La rivoluzione globale. Storia del comunismo internazionale 1917-1991 (Einaudi 2012, Oxford University Press 2014) e I comunisti italiani e gli altri. Visioni e legami internazionali nel mondo del Novecento (Einaudi 2021, Stanford University Press 2024). Ha curato la Cambridge History of Communism (Cambridge University Press 2017).

Specialista dell’immagine contemporanea e delle relazioni fra arte, fotografia e cinema, è curatore di numerose mostre e autore di molte opere di riferimento. Borsista dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici nel 2007, ha diretto il Museo de l’Élysée di Losanna dal 2010 al 2014, la rivista fotografica ELSE e i Rencontres d’Arles dal 2014 al 2020, dove ha organizzato 225 mostre, celebrato nel 2019 i 50 anni del festival, inaugurato una versione cinese del festival a Xiamen e concepito il nuovo Istituto per la Fotografia di Lille. Dal 2020 è direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, sviluppando un progetto incentrato sull’idea di mobilità, intesa in senso artistico, sociale ed europeo.

Presidente di Zona e fondatrice di Gramma Studio, realtà complementari dedicate alla fotografia e alla cultura visiva. Attraverso queste piattaforme lavora con fotografi, editori, aziende e istituzioni pubbliche e private, curando l’ideazione, la progettazione e la realizzazione di mostre, iniziative culturali e progetti di comunicazione che fanno della forza delle immagini il loro principale strumento di narrazione.  Prima di fondare Gramma Studio ha diretto Contrasto, agenzia fotografica di rilievo internazionale.

Fotografo e stampatore, attivo nel mondo della fotografia dal 1989, prima come assistente per fotografi di moda e pubblicità a Roma, poi nel laboratorio di Franco Bugionovi, punto di riferimento per la stampa artigianale in bianco e nero. Nel 2000 apre il proprio laboratorio specializzato in reportage e fotogiornalismo, e nel 2007 fonda Digid’a, integrando le lavorazioni di postproduzione e stampa digitale.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti fotografi e istituzioni della scena internazionale, tra cui Marco Delogu, Antonio Biasiucci, Joseph Koudelka, Anders Petersen, Paolo Pellegrin, Davide Monteleone e Lorenzo Meloni, e con istituzioni come MAXXI, Magnum Photos, Accademia Americana a Roma, National Geographic Italia e MAI Marina Abramovic Institute.

La mostra

LA LUCE CHE IMPRESSIONA

Un viaggio fotografico in una Sardegna inattesa

Dal 25 giugno, negli spazi della sede di Cagliari della Fondazione di Sardegna, sarà allestita una mostra fotografica che raccoglie e racconta le traiettorie emerse in sei anni di attività del progetto AR/S – Arte Condivisa. Una riflessione visiva che mette in dialogo le ricerche di artisti e fotografe che hanno attraversato la Sardegna grazie a The Photo Solstice, disegnando una geografia inedita fatta di sguardi, intuizioni, stratificazioni e relazioni.

La mostra dal titolo La luce che impressiona – Un viaggio fotografico in una Sardegna inattesa, curata da Marco Delogu, include i lavori di Olivo Barbieri, Henri Cartier-Bresson, Tim Davis, Marco Delogu, Plinio De Martiis, George Georgiou, Graciela Iturbide, Phoebe Lickwar, Marco Loi, Don McCullin, Pino Musi, Franco Pinna, Jem Southam, Guy Tillim, Paolo Ventura, Pablo Volta, Vanessa Winship.

Il progetto rientra nel programma di AR/S – Arte Condivisa “Commissione Sardegna”, che negli anni ha sostenuto e prodotto la ricerca di numerosi fotografi italiani e internazionali.

Organizzazione